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collettivo autoassegnatari Reggio Emilia LA CASA È UN DIRITTO L'AFFITTO UNA RAPINA
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martedì, 12 giugno 2007
ATTENZIONE: CI SIAMO TRASFERITI!!!
ABBIAMO TRASLOCATO SU AUTISTICI...FINALMENTE!!!
DA OGGI CI TROVATE SU: www.sottotetto.noblogs.org
postato da: compagnoni alle ore 00:12 | Link | commenti
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mercoledì, 23 maggio 2007
Domenica 27 Maggio 2007 ore 10:00 - Firenze
Assemblea Nazionale delle realtà e dei Movimenti di Lotta per la Casa
postato da: compagnoni alle ore 16:18 | Link | commenti
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sabato, 05 maggio 2007
IL COLLETTIVO SOTTOTETTO DENUNCIA LA SITUAZIONE DI SABAH E DELLA SUA FAMIGLIA

Oggi, sabato 5 maggio, il collettivo sottotetto denuncia pubblicamente la situazione abitativa di Sabah e della sua famiglia, conosciuta attraverso il lavoro di sportello del collettivo.

Sabah è una signora originaria del marocco,separata dal marito. Da anni vive a Reggio Emilia, ha 3 figli di cui il più grande di 5 anni, un fratello invalido al 75 % e la madre di 60 anni. La famiglia vive in una casa privata nel comune di Cavriago, dove pagava un affitto di 520 euro, finchè, dopo aver perso il posto di lavoro e non ricevendo nessun alimento dal marito, Sabah da un anno a questa parte non riesce piu’ a pagare l’affitto, la luce e il gas.
Da anni la famiglia è iscritta alle liste per l’assegnazione di una casa popolare sia a Cavriago che a Reggio Emilia, comune in cui ora Sabah ha trovato lavoro.
Nonostante la situazione drammatica , nella graduatoria a Cavriago è solo al 13° posto, quando le case che vengono assegnate dal comune sono circa 6 all’anno.
Quest’anno Sabah si è rivolta agli assistenti sociali chiedendo la possibilita’ di accedere ad una casa popolare.

In risposta gli è stato promesso il pagamento- per ora mai effettuato- di qualche bolletta del 2006,e l’affido pomeridiano dei suoi figli, che prevede il versamento di 500 euro mensili (pubblici) alle famiglie disposte ad accudirli, oltre alla stipulazione di una polizza assicurativa. E’ assurdo che una cifra del genere, anziché versata a una famiglia estranea ai bambini, non venga usata per pagare a Sabah un affitto o le utenze per tutta la famiglia.

“Chiediamo una presa di responsabilità di questa amministrazione”- spiega Federica del Collettivo -“quando Sabah, non trovando soluzioni alternative e degne per la propria famiglia, ha provato a incontrare il sindaco per spiegare la questione, ha ricevuto come risposta un semplice "non sono obbligato di occuparmi della sua situazione"”. “Pensiamo sia una risposta vergognosa” - continua - “quella data da un sindaco e da una giunta comunale il cui compito, fino a prova contraria, dovrebbe essere quello di lavorare nell’interesse dei cittadini. Chiediamo che si impegni a trovare una soluzione dignitosa e sostenibile per la famiglia di Sabah entro il 17 di maggio, giorno in cui sarà esecutivo lo sfratto dalla casa privata in cui ora vivono. Chiediamo anche che il problema abitativo, che è ormai evidente tanto nel capoluogo quanto nei comuni della provincia, venga messo all’ordine del giorno di tutte le amministrazioni come un’emergenza che non riguarda una minoranza, ma tutte le famiglie costrette a pagare un affitto ai prezzi di mercato”.

Multimedia:
-  ascolta l’intervista a Sabah [ audio ]
-  ascolta l’intervista a Federica del Collettivo Sottotetto [ audio ]
-  Galleria fotografica
postato da: compagnoni alle ore 14:07 | Link | commenti
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sabato, 28 aprile 2007


1 MAGGIO 007 - PARTECIPIAMO AL CORTEO DEI LAVORATORI IRREGOLARI E PRECARI AGITATI


CON LE VOSTRE REGOLE SIAMO TUTTI IRREGOLARI


....Perchè ci rendiamo perfettamente conto di subire le conseguenze dello stesso sistema inaccettabile che, da una parte favorisce la speculazione privata arricchendo proprietari e costruttori di case dai prezzi inaccessibili e, dall'altra, incentiva tramite la legge Bossi-Fini l'utilizzo sistematico di manodopera in nero, non garantita, composta da “non cittadini” ridotti in schiavitù in virtù della loro condizione “clandestina”.


Viviamo in una città che cresce a vista d'occhio a suon di metri cubi di cemento, dove ci sono molte più case che abitanti, ma dove per gli abitanti diventa sempre più difficile, se non impossibile, potersi permettere una casa.


Viviamo in una città che sta basando la sua economia sull'edilizia, dove per edilizia si intende unicamente quella privata tanto che addirittura si costruiscono edifici privati sulle macerie di quelli pubblici abbattuti, come nel quartiere compagnoni, e dove chi lavora nei cantieri producendo la ricchezza dei padroni della città è costretto a vivere in casolari ed abitazioni di fortuna, abitazioni clandestine che vengono puntualmente sgomberate con “brillanti” operazioni poliziesche: “Ti picchiano, ti buttano la roba fuori, in un casolare la polizia ha pisciato sui materassi”, racconta Alí, migrante di origine marocchina, degli sgomberi... a tutela del baluardo della sicurezza.


Ma quale sicurezza viene tutelata? La sicurezza degli sfruttatori di manodopera schiava di poter continuare indisturbati e impuniti, la sicurezza degli speculatori di potersi arricchire prima sulla pelle dei lavoratori irregolari e poi sulla pelle delle famiglie cui impongono affitti da strozzini, forti anche del vuoto lasciato dalla pubblica amministrazione e della sua complicità.


Un'amministrazione che, mentre permette e si fa complice di una cementificazione selvaggia, applica la tolleranza zero nei confronti dei clandestini, creando un clima da caccia all'uomo che alimenta un terreno già molto fertile per lo sfruttamento di chi è costretto a rimanere invisibile:

perchè lo sappiamo tutti, classe dirigente compresa, che è proprio nel buio dell'invisibilità che si consumano i peggiori abusi .


La stessa amministrazione che tenta di rifarsi il trucco con inutili progetti vetrina, con un' integrazione posticcia fatta di cous cous in piazza e multiculturalità ostentata quanto fasulla, per poi inventarsi un assessorato in cui vengono accorpate immigrazione e sicurezza ignorando strumentalmente il fatto che L'UNICA SICUREZZA DI CUI ABBIAMO BISOGNO È QUELLA DI UNA VITA DEGNA.


Sanatoria subito!

Libertà di movimento per tutt@!

Stop agli sgomberi e agli sfratti!

Più case popolari per tutt*

collettivo sottotetto

collettivosottotetto@libero.it

postato da: compagnoni alle ore 15:38 | Link | commenti
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venerdì, 13 aprile 2007
Appoggiamo e diffondiamo il testo sul quale il COMITATO IN DIFESA DELLA CASA PUBBLICA  comincerà, da martedì 17 aprile (all'iniziativa promossa dai  "partigiani urbani", ore 21.00 al cinema Cristallo) , a raccogliere firme.



Raccolta di firme promossa dal comitato cittadino in difesa dell'edilizia pubblica.

Le giunte comunali in questi ultimi 12 anni a Reggio Emilia hanno avuto il "merito" di creare e poi progressivamente aggravare la questione abitativa.
A fronte di un incremento della popolazione dal 1994 al 2004 di circa 20.700 unità e della continua diminuzione degli stipendi e del tenore di vita di gran parte delle persone, hanno promosso politiche mirate solo al profitto ignorando i problemi della cittadinanza a minor reddito e più indifesa.

Oggi ci ritroviamo in una città che ha subito una espansione urbanistica privata senza pari in Emilia Romagna e fra le più aggressive a livello nazionale, con tante case sfitte e invendute e quelle disponibili sulla piazza alla portata di pochi, grazie ad affitti insostenibili imposti dalle agenzie immobiliari e da un "libero mercato" senza freni né controlli.

Reggio Emilia vanta inoltre il triste primato in regione per numero di sfratti, oltre 50 a settimana, e si nota una progressiva diminuzione di alloggi popolari causata dalla "riqualificazione" di storici quartieri popolari come il Villaggio Stranieri, il Foscato e Compagnoni, nonché dalla vendita di case popolari a privati tramite aste pubbliche a cui naturalmente possono partecipare i soliti, pochi privilegiati.

Si chiede quindi al Sindaco e all'amministrazione del Comune di Reggio Emilia:
- la sospensione immediata della vendita di un bene comune primario come le case popolari;
- di gestire direttamente e senza porre limiti temporali gli appartamenti cosiddetti "ad affitto calmierato";
- di incentivare i privati, anche tramite sgravi fiscali, a diminuire gli affitti;
- di promuovere nello stesso tempo serie azioni di controllo sugli affitti in nero e sulla scandalosa abitudine, da parte dei proprietari, di far firmare preventivamente agli affittuari lettere di disdetta in bianco, cosa ben nota anche al mercato delle agenzie immobiliari.

postato da: compagnoni alle ore 14:47 | Link | commenti
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venerdì, 23 marzo 2007

-  Vedi la fotogallery


 Ascolta l’intervista a Silvio del Collettivo Sottotetto [ audio ]
postato da: compagnoni alle ore 14:45 | Link | commenti (1)
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giovedì, 22 marzo 2007

QUARTA AUTOASSEGNAZIONE DEL COLLETTIVO SOTTOTETTO


Oggi è stata restituita alla collettività un’altra delle troppe case (105 solo nel quartiere Compagnoni) che ACER e amministrazione comunale di Reggio Emilia da anni tengono vuote in attesa di speculazione.

La casa verrà abitata da una famiglia, quella della signora Franca, che già il 21 febbraio aveva reso pubblica la propria situazione abitativa con una conferenza stampa.

La signora Franca, la figlia e la nipote minorenne e studente, con un solo stipendio e una pensione minima, non sono più in grado di sostenere una spesa mensile di 600 Euro per il solo canone di locazione.

La denuncia di questa famiglia, sostenuta dallo sportello per i diritti alla casa, del Collettivo sottotetto, non ha ottenuto alcuna risposta dagli organi competenti (assistenti sociali, Comune,…) ma solo il consiglio di iscriversi alle “liste” per l’accesso al canone agevolato.


Ma cosa sono in realtà queste liste?


Il Comune di Reggio Emilia (delibera n.264 del 11/10/2006) “a fonte della indisponibilità di aree e/o immobili di proprietà pubblica” prevede una collaborazione con soggetti privati ai quali permette di “realizzare un indice aggiuntivo [di costruzione, ndr.] pari allo 0.05 mq/mq da destinarsi all’affito convenzionato con il Comune”. La convenzione consiste nell’impegno da parte dei privati di affitare lo 0.05 a canoni ridotti (i primi disponibili vanno dai 200 al 630 euro) per quindici anni (trascorsi i quali gli immobili torneranno pienamente privati) con contratti di libero mercato cui sarà possibile accedere tramite l’iscrizione in “liste” dalle quali il privato potrà scegliere l’inquilino più adatto. Questa è l’edilizia popolare del futuro?

Non graduatorie quindi, ma liste, non un Comune che si fa garante e responsabile di un diritto, ma un’amministrazione che diventa agenzia immobiliare, non patrimonio pubblico che al contrario viene venduto e/o abbattuto, ma edilizia privata, cementificazione, speculazione.

L’amministrazione e gli assistenti sociali che lavorano a contatto con i cittadini, anziché dare alle persone gli strumenti per riconquistare la propria autonomia e dignità, adottano solo interventi marginali che non risolvono l’esigenza abitativa.


Nonostante la disponibilità enorme di case sul territorio la città di Reggio Emilia è quinta in Italia per le richieste di esecuzione di sfratto, con una richiesta ogni 135 famiglie (inchiesta del Sunia, febbraio 2006). Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica sono appena 3972 in tutta la provincia, parte dei quali verrà venduto in una qualche asta mentre in graduatoria 1500 famiglie (senza contare chi ha rinunciato ad iscriversi) aspettano da anni l´assegnazione di un alloggio popolare. Guardandosi intorno si potrà facilmente notare che non tutti, in questa città

a prima vista ricca con un bel ponte firmato “Calatrava” o mega complessi “Giglio e multisala”, hanno la fortuna di avere un tetto sulla testa.


In questa città, sopra-vissuta sempre più da precari, non solo nel lavoro ma anche nella vita come pensionati, universitari, migranti e lavoratori delle coop sociali, vogliamo essere protagonisti sociali e non spettatori. Per questo chiediamo al Comune di Reggio Emilia di dare un segnale concreto e non di vetrina bloccando gli sfratti, gli abbattimenti e le aste alle case popolari spesso lasciate all’abbandono.

Non vogliamo vedere nei prossimi anni la crescita di nuove barraccopoli e sosteniamo il diritto alla casa come un diritto fondamentale, che dà alle persone la possibilità di una vita degna.




postato da: compagnoni alle ore 16:53 | Link | commenti
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lunedì, 19 marzo 2007

Denuncia pubblica sulla situazione abitativa

Reggio E. - Il Collettivo Sottotetto denuncia la situazione di Franca e la sua famiglia

Mercoledi 21/02/07 il collettivo sottotetto tramite lo sportello per il diritto alla casa, denuncia pubblicamente la situazione abitativa di Franca e la sua famiglia. Franca è una signora di 60 anni che vive con la figlia e la nipote in un appartamento privato di 70 mq per il quale paga 600 € d’affitto; lei percepisce una pensione minima di 420 €, la figlia ha un contratto a tempo determinato all’interno di una cooperativa sociale e la nipote frequenta le scuole medie superiori. Da anni sono iscritti alle liste per l’assegnazione di una casa popolare, ma le istituzioni locali e gli assistenti sociali non hanno dato risposta a questo bisogno, nonostante l’insostenibile condizione economica del nucleo famigliare, che non permette loro di affrontare le spese sanitarie e per l’istruzione della nipote. L’unica risposta concreta ricevuta dall’assistente sociale consiste nell’anticipo di due mensilità per un affitto privato con l’affermazione della mancanza di case popolari disponibili e con la proposta di dividere il nucleo famigliare (eliminando così la pensione di Franca) per incrementare il proprio punteggio nelle liste per l’assegnazione. Lo sportello per il diritto alla casa da novembre ad oggi è stato attraversato da una trentina di singoli e famiglie di eterogenea composizione, dai migranti a famiglie reggiane che, come Franca, hanno riscontrato gravi problemi abitativi a Reggio Emilia. “Reggio Emilia è una delle prime città in Italia per numero di sfratti per morosità”, ci racconta Serena del Collettivo Sottotetto, “e le politiche, in questo campo, non si possono più definire abitative, bensì dell’abitazione, in quanto maggiormente attente alle esigenze dei costruttori e dei proprietari piuttosto che ai bisogni e diritti di chi ci abita, o peggio di chi una casa non ce l’ha”.

-  ascolta l’intervista a Franca, realizzata allo Sportello per il diritto alla casa [ audio ]

-  ascolta l’intervista a Serena, Collettivo Sottotetto [ audio ]

Lo sportello per il diritto alla casa si trova in via Compagnoni 37, per prenotare un appuntamento è possibile rivolgersi al n° 3478400532 oppure al n° 3407777991.


Rassegna stampa

-  “Pensione e stipendio non bastano, non riusciamo a pagare l’affitto” da Il Resto del Carlino del 22 febbraio 2007

-  "Non ce la faccio a pagare l’affitto" da Il Giornale di Reggio del 22 febbraio 2007


postato da: compagnoni alle ore 15:38 | Link | commenti
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giovedì, 18 gennaio 2007
Nello spazio a destra, alla voce "FOTO RECENTI" potete cliccare e aprire un file (il primo) che sembra anonimo ma è la presentazione delle politiche comunali sulla casa...affitti calmierati...privati che scelgono gli affittuari tramite lista senza graduatoria...e per fortuna che l'assessore è di rifondazione comunista.

Per chi non esce dal cinema schifato....BUONA VISIONE.
postato da: compagnoni alle ore 02:08 | Link | commenti
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giovedì, 16 novembre 2006

Oggi giovedì 16 novembre 2006 il collettivo sottotetto ha realizzato la terza autoassegnazione di un appartamento pubblico sfitto da anni e lasciato inutilizzato, nel locale al primo piano di V. Compagnoni 37.

La riappropriazione di strutture abbandonate è un gesto volto a dare visibilità al grave problema abitativo nella nostra città, dove l'amministrazione porta avanti una politica che guarda più al business immobiliare privato che ai reali bisogni dei cittadini , nonostante l’alto numero di nuclei familiari che faticano a permettersi di pagare un affitto ai prezzi di mercato. Prova ne è il fatto che, in tutti gli storici quartieri popolari oggi soggetti a riqualificazione, il numero di appartamenti pubblici viene sistematicamente dimezzato a favore di appartamenti privati o ad uso terziario (uffici ecc…) : nel caso specifico di V. Compagnoni su 216 alloggi popolari, ne rimarranno 80.

Per denunciare e contrastare questa logica il collettivo sottotetto oggi si apre ai bisogni e alle esigenze reali dei cittadini trasformando l’appartamento autoassegnato in uno sportello dei diritti che

servirà innanzitutto come punto di ascolto e di inchiesta dal basso sul problema abitativo , per raccogliere opinioni, testimonianze e dati , e per aprire un filo diretto con chi , realmente, vive il disagio quotidiano alimentato dalla progressiva erosione dello stato sociale.

Lo sportello nasce anche in vista di un problema che si ripete ogni inverno e a cui le istituzioni reggiane , viste le politiche che attuano, sono sempre più lontane dal dare una soluzione: l’emergenza freddo. Un’emergenza comune a tutto il popolo degli esclusi, di quelli resi sempre più invisibili dalla precarizzazione a 360° della vita : cittadini migranti con o senza permesso di soggiorno, senzatetto, anziani o famiglie con reddito insufficiente .

Lo sportello vuole essere un luogo di raccolta e distribuzione di coperte, giacconi , sacchi a pelo e stufe : materiale di “primo riscaldamento” che non può risolvere il problema , ma alleviarlo temporaneamente attraverso la partecipazione attiva della cittadinanza.


La scelta di questa data, per realizzare una nuova autoassegnazione e per aprire lo sportello dei diritti, non è casuale: il collettivo sottotetto aderisce e parteciperà allo sciopero di domani venerdì 17 indetto da tutto il sindacalismo di base contro questa finanziaria che altro non fa che seguire le linee guida dei governi passati in materia di lavoro, casa, scuola, immigrazione, spese militari, a discapito dei diritti di cittadinanza globale.

COLLETTIVO SOTTOTETTO

www.sottotetto.splinder.com

collettivosottotetto@libero.it

347/2480760 ... 347/8400532

Fotogallery: www.globalproject.info/gal-9968.html

sportello dei diritti

Via Compagnoni 37 – da sabato 25 novembre

tutti i sabati dalle 14.00 alle 17.00

postato da: compagnoni alle ore 20:47 | Link | commenti
categoria:casa, diritto, movimento, occupazione